Se stai leggendo questa pagina, probabilmente hai già passato mesi a rimandare una decisione. È la parte più difficile, e di solito è già alle spalle quando si arriva da un avvocato.
Quello che serve adesso è capire cosa succede davvero: quali sono i passaggi, quanto durano, quanto costano e cosa cambia per i figli, per la casa e — se c’è un’azienda di mezzo — per il lavoro di una vita. Su questa pagina trovi le risposte in italiano comprensibile, senza formule da tribunale.
Separazione consensuale o giudiziale: la differenza che pesa di più
È il primo bivio, ed è quello che determina tempi e costi di tutto il resto.
Nella separazione consensuale i coniugi si accordano su tutto — figli, casa, mantenimento — e il giudice si limita a verificare che l’accordo tuteli i minori. Si chiude in pochi mesi.
Nella separazione giudiziale l’accordo non c’è, e decide il tribunale. I tempi si allungano, i costi salgono, e il conflitto tende ad alimentarsi da solo.
La differenza non è formale: la stessa situazione può costare pochi mesi o diversi anni a seconda di quanto si riesce a costruire prima di entrare in aula. Per questo la prima cosa che facciamo è capire se un accordo è raggiungibile, e a quali condizioni.
Dal 2023 separazione e divorzio si possono chiedere insieme
È il cambiamento più utile degli ultimi anni e molte persone non lo sanno ancora.
Con la riforma entrata in vigore il 28 febbraio 2023, separazione e divorzio possono essere domandati nello stesso procedimento. Prima servivano due cause distinte, con due attese e due parcelle. Oggi il percorso è unico: il divorzio viene pronunciato una volta maturato il periodo di separazione previsto dalla legge.
Quel periodo, dopo la legge sul cosiddetto “divorzio breve”, è di sei mesi dalla separazione consensuale e di dodici mesi da quella giudiziale.
Si può evitare il tribunale?
Spesso sì. La negoziazione assistita permette ai coniugi, ciascuno con il proprio avvocato, di raggiungere un accordo di separazione o divorzio senza udienze. L’accordo viene poi trasmesso alla Procura per il controllo e produce gli stessi effetti di un provvedimento del giudice.
Funziona quando il conflitto è gestibile e le informazioni economiche sono trasparenti. Non funziona quando una delle due parti nasconde redditi o patrimoni: in quel caso il tribunale ha strumenti che la negoziazione non ha, e usarli è la scelta giusta.
I figli: affidamento e mantenimento
La regola generale è l’affidamento condiviso: entrambi i genitori mantengono la responsabilità sulle decisioni importanti, anche quando il figlio vive stabilmente con uno dei due. L’affidamento esclusivo resta l’eccezione, riservata ai casi in cui il coinvolgimento di un genitore risulti contrario all’interesse del minore.
Il mantenimento non si calcola con una percentuale fissa. Il giudice considera le esigenze del figlio, il tenore di vita precedente, i tempi di permanenza presso ciascun genitore, i redditi di entrambi e il valore economico dei compiti domestici e di cura. È il punto su cui si concentrano la maggior parte delle contestazioni, ed è dove una ricostruzione documentale fatta bene fa la differenza.
La casa, i risparmi e — se c’è — l’azienda
Qui la separazione smette di essere solo diritto di famiglia.
L’assegnazione della casa familiare segue i figli, non la proprietà: viene assegnata al genitore con cui i figli vivono in modo prevalente, indipendentemente da chi ne sia intestatario.
Ma il nodo più delicato arriva quando nel patrimonio c’è una partecipazione societaria. Le quote di una S.r.l. cadute in comunione legale, un’azienda familiare, un socio che diventa ex coniuge: sono situazioni in cui il diritto di famiglia e il diritto societario si intrecciano, e trattarle solo dal lato familiare produce accordi che poi bloccano l’impresa.
È il motivo per cui in questo studio le separazioni con un’azienda di mezzo vengono seguite insieme all’area societaria. Chi si occupa di patti parasociali e di recesso ed esclusione dei soci lavora sullo stesso tavolo di chi segue la separazione — perché la domanda “cosa succede alla mia quota?” ha una risposta che nessuna delle due materie dà da sola.
Come lavoriamo
- Primo incontro conoscitivo. Ricostruiamo la situazione patrimoniale e familiare e mettiamo per iscritto gli scenari possibili, con tempi e costi indicativi di ciascuno.
- Scelta della strada. Negoziazione assistita, ricorso consensuale o giudiziale: la decisione si prende sui fatti, non per principio.
- Gestione. Ti aggiorniamo a ogni passaggio e ti spieghiamo cosa firmi prima che tu lo firmi.
- Dopo. Gli accordi si modificano quando cambiano redditi, residenze o esigenze dei figli. Non è un fallimento: è manutenzione.
Dove siamo
Seguiamo separazioni e divorzi dalle sedi di Perugia, Milano e Monza. Il primo incontro può svolgersi in studio o in videochiamata.
L’area è seguita dall’Avv. Elio Viola, che si occupa anche di privacy e protezione dei dati e di recupero crediti.
Scrivici per un primo confronto — raccontaci la situazione in poche righe e ti diciamo, senza impegno, quali sono le strade percorribili.