Una fattura non pagata non è solo un buco in cassa. È tempo che qualcuno in azienda passa a rincorrere il cliente invece di lavorare, ed è un precedente: chi non paga e non subisce conseguenze tende a rifarlo, e a raccontarlo.
Questa pagina spiega come funziona davvero il recupero di un credito commerciale: cosa si può fare prima di andare in causa, quando conviene il decreto ingiuntivo, cosa succede se il debitore si oppone e come si riduce il rischio la prossima volta.
Prima della causa: la diffida fatta bene
La maggior parte dei crediti si incassa senza vedere un’aula. Ma non con il sollecito automatico del gestionale: quello il debitore lo cestina da mesi.
Una diffida legale cambia il quadro perché cambia il costo dell’inerzia: mette per iscritto l’importo, il titolo del credito e il termine, interrompe la prescrizione e fa partire gli interessi di mora. Nei rapporti tra imprese quegli interessi non sono simbolici — la disciplina sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali prevede un tasso maggiorato e il rimborso forfettario dei costi di recupero.
In molti casi è a questo punto che arriva la telefonata per concordare un piano di rientro. Un piano scritto, con scadenze e conseguenze in caso di salto, vale più di una causa vinta tra due anni.
Il decreto ingiuntivo: quando conviene
Se la diffida non basta, lo strumento normale è il decreto ingiuntivo: un procedimento in cui il giudice ordina al debitore di pagare senza che ci sia prima un contraddittorio.
Funziona quando il credito è documentato. Servono prove scritte: fatture registrate, contratto o ordine, documenti di trasporto, estratti autentici delle scritture contabili. Più la documentazione è ordinata, più il decreto arriva in fretta.
Quando il credito è particolarmente solido il decreto può essere chiesto provvisoriamente esecutivo: significa poter procedere subito, senza attendere che scadano i termini per l’opposizione.
Se il debitore fa opposizione
Il debitore ha quaranta giorni per opporsi. Se lo fa, si apre un giudizio ordinario e il decreto non è più una scorciatoia.
Va detto con onestà, perché è la parte che nessuno racconta al primo incontro: una parte delle opposizioni è strumentale, serve solo a guadagnare tempo. Altre sono fondate, e nascono da contestazioni sulla merce o sul servizio che erano già emerse via email mesi prima e che nessuno aveva messo a verbale.
È per questo che, prima di depositare, guardiamo anche la corrispondenza: sapere in anticipo cosa dirà il debitore vale più di qualunque formula.
Quando il debitore è un’impresa in difficoltà
Cambia tutto, e cambia in fretta.
Se l’azienda debitrice è avviata verso una procedura, agire tardi significa spesso non incassare nulla. Contano la posizione del credito rispetto agli altri, l’esistenza di garanzie e la tempestività dell’insinuazione. Contano anche le eventuali responsabilità di chi ha amministrato la società nella fase di crisi: è un terreno che si tocca con il diritto societario, non solo con il recupero del credito.
Se il debitore ha ceduto le quote poco prima di smettere di pagare, vale la pena leggere il nostro approfondimento sulla cessione di quote di società in perdita e la responsabilità del management uscente.
La parte che fa risparmiare di più: prevenire
Chi ci chiama per il terzo insoluto dello stesso anno di solito non ha un problema di recupero. Ha un problema di contratto.
Condizioni generali di vendita scritte davvero, termini di pagamento espliciti, riserva di proprietà sulla merce, penali e foro competente scelto: sono clausole che non costano nulla in fase di trattativa e che decidono chi ha il coltello dalla parte del manico quando il pagamento salta. Ne parliamo nella pagina sulla contrattualistica commerciale e digitale.
Per le controversie che superano il perimetro del credito — inadempimenti, forniture contestate, rapporti da sciogliere — vedi contenzioso commerciale e risoluzione delle controversie.
Come lavoriamo
- Valutazione preliminare. Guardiamo documenti e corrispondenza e ti diciamo quanto è recuperabile e con quale strada, prima di iniziare.
- Costi chiari all’inizio. Sai cosa spendi per ciascuna fase prima di autorizzarla.
- Gradualità. Si parte dallo strumento più economico che ha senso, non dal più aggressivo.
- Posizioni multiple. Se gli insoluti sono molti, si gestiscono come portafoglio e si stabilisce un ordine di priorità.
Dove siamo
Assistiamo imprese nel recupero dei crediti dalle sedi di Perugia, Milano e Monza. L’area è seguita dall’Avv. Elio Viola.
Mandaci l’elenco delle posizioni aperte — ti diciamo da quali partire e con quale strumento.